MIGRANTI E RIFUGIATI UN’OPPORTUNITÀ

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In tutto il mondo cresce il numero di persone costrette a migrare. Ad oggi sono 65,6 milioni. Di questi, 40,3 milioni sono migranti all’interno dei propri paesi, un fenomeno meno visibile agli occhi dell’opinione pubblica, ma altrettanto preoccupante.

Le cause di questi movimenti “biblici”, che solo in minima parte si dirigono verso l’Europa, sono molteplici. Anzitutto, le catastrofi naturali, che espongono un numero crescente di abitanti del pianeta alla siccità, alle carestie, alle inondazioni e ad altri pericoli. Inoltre, l’aumento esponenziale dei conflitti – ogni anno dal 2008 il mondo è diventato meno pacifico –, nei quali la popolazione civile si vede suo malgrado coinvolta. Infine, molti scappano da una vita mediocre, a causa del limitato accesso alle terre, al cibo, all’acqua e ai servizi igienici di base, che determinano il legittimo desiderio/diritto di vivere una vita migliore migrando. Un paese come l’Italia – membro del G7 e G20 – non può evadere le responsabilità delle ferite inferte al pianeta – catastrofi ambientali, traffico di armi, diseguaglianze nelle condizioni di sviluppo –, che causano la migrazione forzata e la tratta di esseri umani.
A fine 2016, in Europa erano presenti 2,3 milioni di richiedenti asilo e 1,2 milioni di rifugiati, il cui totale di 3,5 milioni è pari allo 0,68 per cento della popolazione europea. Comparando lo sforzo in termini di ospitalità di rifugiati a livello globale, i paesi dell’Ue ospitano circa il 5 per cento dei rifugiati del mondo, la cui cifra è salita a 22,5 milioni, il numero più alto dalla seconda guerra mondiale. Nel maggio 2015 l’Ue ha deciso di adottare l’Agenda europea sulla migrazione, cioè le misure che rappresentano la risposta dell’Ue per gestire le migrazioni, tra cui l’introduzione degli hotspot per trattenere e identificare rapidamente i migranti. Ebbene, a due anni dall’avvio dell’Agenda, la situazione non è migliorata. L’Ue sembra troppo miope, guidata da logiche securitarie, che tendono ad escludere dal territorio europeo, più che da un’illuminata visione globale, solidale e inclusiva….





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